Associazione tra uso di benzodiazepine e insorgenza della sindrome di Alzheimer
A cura di Domenico Motola e Nicola Montanaro
Uno studio osservazionale canadese recentemente pubblicato sul British Medical Journal ha messo in relazione l’uso di benzodiazepine e l’insorgenza di demenza di Alzheimer. Le benzodiazepine vengono utilizzate frequentemente nei soggetti anziani per il trattamento dell’insonnia e dei disturbi d’ansia e, sebbene le raccomandazioni prevedano un uso limitato nel tempo, spesso questi farmaci vengono utilizzati cronicamente.
È stato eseguito uno studio caso-controllo al fine di verificare l’associazione tra esposizione prolungata a benzodiazepine per 5 anni e rischio di insorgenza di malattia di Alzheimer. Lo studio ha coinvolto circa 1800 casi e 7200 controlli. L’utilizzo di benzodiazepine è risultato associato in maniera statisticamente significativa all’insorgenza di malattia di Alzheimer con un odds ratio non aggiustato pari a 1,51 (CI 95% 1,36-1,69). È stato anche dimostrato che il rischio aumenta negli utilizzatori cronici esposti a dosi cumulative (odds ratio di 1,32 per un uso da tre a sei mesi fino a 1,84 per oltre sei mesi) e per gli utilizzatori di benzodiazepine a lunga durata d’azione (1,70) rispetto a quello di molecole a più breve durata (1,43). L’aggiustamento dei risultati per i sintomi che possono essere considerati prodromi della malattia, come ansia, depressione e disturbi del sonno, non ha alterato i risultati.
Gli esiti di questo studio sono coerenti con altre evidenze sul tema disponibili in letteratura. Dal punto di vista del meccanismo dell’azione tossica delle benzodiazepine, è ormai consolidato l’effetto deleterio di questi farmaci sulla memoria. In aggiunta, si ipotizza che essi inducano una compromissione di grado lieve delle funzioni cognitive che accelera la progressione dell’Alzheimer. Infine, l’uso cronico delle BZD comporta la down-regulation recettoriale, e la riduzione del numero dei recettori GABA è associata al progressivo declino cognitivo.
I risultati di questi studi rafforzano le ipotesi di una associazione causale tra l’uso di benzodiazepine e l’aumento del rischio di demenza. Le implicazioni in termini di salute pubblica sono importanti, se si tiene conto dell’uso elevato e spesso cronico di questi farmaci negli anziani e l’aumento dell’incidenza di demenze soprattutto nei pesi industrializzati. Sebbene non siano disponibili dati di sicurezza nei giovani adulti, i principi di precauzione vanno estesi anche a tali soggetti e in particolare si ribadisce la raccomandazione all’uso appropriato di questi farmaci alle dosi efficaci più basse e per brevi periodi di tempo.
Riferimenti bibliografici
- BMJ 2014;349:g5205 + editoriale BMJ 2014;349g5312
Collegamenti con i testi Zanichelli
- Julien et al., Droghe e farmaci psicoattivi (2° ed): Capitolo 7, pagina 234
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- Goodman & Gilman, Le basi farmacologiche della terapia – Il manuale (2° ed): Sezione II, Capitolo 17, pagina 277
- Goodman & Gilman, Le basi farmacologiche della terapia (12° ed): Sezione II, Capitolo 17, pagina II.251
- Govoni et al., Farmacologia (1° ed): Sezione G, Capitolo 23, pagine 278-290
- Garattini e Nobili, Interazioni tra farmaci (2009): Schede benzodiazepine.
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