


{"id":115,"date":"2015-02-27T14:50:28","date_gmt":"2015-02-27T14:50:28","guid":{"rendered":"https:\/\/online.universita.zanichelli.it\/farmacologia\/?page_id=115"},"modified":"2015-12-17T11:50:46","modified_gmt":"2015-12-17T11:50:46","slug":"fans-e-danni-cardiovascolari-e-gastrointestinali","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/online.universita.zanichelli.it\/farmacologia\/aggiornamenti-commentati\/aggiornamento-1\/fans-e-danni-cardiovascolari-e-gastrointestinali\/","title":{"rendered":"Uso dei farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS) e rischio di danni cardiovascolari e gastrointestinali"},"content":{"rendered":"<p>A cura di <strong>Domenico Motola e Nicola Montanaro<\/strong><\/p>\n<p>I farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS) sono tra i farmaci pi&ugrave; utilizzati al mondo per il trattamento del dolore e dell&rsquo;infiammazione, e il loro utilizzo soprattutto a lungo termine &egrave; associato all&rsquo;insorgenza di effetti indesiderati gastrointestinali. I nuovi COX-2 inibitori erano stati presentati come pi&ugrave; sicuri dal punto di vista del rischio gastrointestinale, con un effetto analgesico sovrapponibile ai FANS tradizionali. Evidenze successive avevano fatto emergere l&rsquo;associazione tra uso dei COX-2 inibitori e rischio di effetti indesiderati cardiovascolari anche mortali. Ci&ograve; ha portato a una complessiva rivalutazione del profilo di sicurezza cardiovascolare anche dei FANS tradizionali.<\/p>\n<p>Nel 2013, su <em>Lancet<\/em> &egrave; apparsa una meta-analisi di studi clinici con l&rsquo;obiettivo di caratterizzare comparativamente il rischio cardiovascolare e gastrointestinale dei FANS tradizionali e dei COX-2 inibitori. Sono stati inclusi oltre 600 studi clinici con il coinvolgimento di oltre 300&nbsp;000 pazienti. L&rsquo;et&agrave; media dei pazienti era di 61 anni, in maggioranza donne e di etnia bianca; l&rsquo;indicazione terapeutica preponderante era rappresentata da osteoartrite e artrite reumatoide. La maggior parte dei dati sono stati estratti da studi su quattro COX-2 inibitori (celecoxib, rofecoxib, etoricoxib e lumiracoxib) e tre FANS tradizionali (150 mg di diclofenac, 2400 di ibuprofene e 1000 di naprossene).<\/p>\n<p>I COX-2 inibitori hanno aumentato il rischio di eventi vascolari maggiori (ictus fatale e non, infarto miocardico fatale e non, ecc.) di oltre il 30% (RR 1,37, 95% CI 1,14-1,66,), cos&igrave; come il diclofenac (1,41, 1,12-1,78), in particolare per l&rsquo;aumento del rischio di eventi coronarici maggiori, mentre nel caso dell&rsquo;ibuprofene si &egrave; osservato un aumento significativo del rischio per gli eventi coronarici maggiori (2,22, 1,10-4,48), ma non per gli eventi vascolari maggiori. Alte dosi di naprossene non sono state associate ad aumento del rischio di eventi vascolari maggiori.<\/p>\n<p>Non sono emerse evidenze di rischio di ictus da alcun FANS. Il rischio di ospedalizzazione per insufficienza cardiaca &egrave; stato raddoppiato da tutti i FANS in studio. Il rischio di morte vascolare &egrave; risultato significativamente aumentato con COX-2 inibitori e diclofenac ma non con ibuprofene e naprossene. Tutti i FANS, compresi i COX-2 inibitori, hanno significativamente aumentato il rischio di complicazioni gastrointestinali superiori (in particolare sanguinamenti).<\/p>\n<p>In termini di rischi assoluti, l&rsquo;uso di COX-2 inibitori o diclofenac rispetto al placebo ha comportato 3 casi aggiuntivi di eventi vascolari maggiori (di cui uno fatale) per 1000 pazienti all&rsquo;anno. Dall&rsquo;analisi degli studi clinici di tipo controllato e osservazionali emerge che il rischio vascolare si manifesta subito dopo l&rsquo;inizio della terapia e non si attenua con l&rsquo;uso prolungato, sebbene si riduca velocemente alla sospensione del trattamento.<\/p>\n<p>Il naprossene appare essere la scelta terapeutica migliore per i soggetti ad alto rischio cardiovascolare, anche se l&rsquo;uso concomitante di un antiaggregante piastrinico o di warfarin, o anche di uno dei nuovi anticoagulanti orali, pu&ograve; aumentare il rischio di emorragie. Basse dosi di ibuprofene sono da considerare abbastanza sicure dal punto di vista cardiovascolare e gastrointestinale mentre alte dosi peggiorano entrambi gli esiti.<\/p>\n<p>In conclusione, i FANS posseggono profili di sicurezza cardiovascolare e gastrointestinale variabili e dipendenti dalle dosi; tuttavia alcuni rischi possono essere previsti anche in base alle caratteristiche del paziente e ci&ograve; consente di aiutare il medico nella gestione clinica delle patologie infiammatorie.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Riferimenti bibliografici<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li><em>Lancet<\/em> 2013;382:769-79.<\/li>\n<li><em>Lancet<\/em> 2013;382:746-748.<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Collegamenti con i testi Zanichelli<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Julien et al., <em>Droghe e farmaci psicoattivi<\/em> (2&deg; ed): Capitolo 9, pagina 278<\/li>\n<li>Clark et al., <em>Le basi della farmacologia<\/em> (2&deg; ed): Capitolo 41, pagina 551<\/li>\n<li>Hitner et al., <em>Principi di farmacologia<\/em> (1&deg; ed): Capitolo 20, pagina 260<\/li>\n<li>Goodman &amp; Gilman, <em>Le basi farmacologiche della terapia &#8211;<\/em> <em>Il manuale<\/em> (2&deg; ed): Sezione IV, Capitolo 34, pagina 606<\/li>\n<li>Goodman &amp; Gilman, <em>Le basi farmacologiche della terapia<\/em> (12&deg; ed): Sezione IV, Capitolo 34, pagina IV.54<\/li>\n<li>Govoni et al., <em>Farmacologia<\/em> (1&deg; ed): Sezione L, Capitolo 40, pagine 503-505<\/li>\n<li>Garattini e Nobili, <em>Interazioni tra farmaci<\/em> (2009): scheda minociclina<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cura di Domenico Motola e Nicola Montanaro I farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS) sono tra i farmaci pi&ugrave; utilizzati al mondo per il trattamento del dolore e dell&rsquo;infiammazione, e il loro utilizzo soprattutto a lungo termine &egrave; associato all&rsquo;insorgenza di effetti indesiderati gastrointestinali. 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